venerdì 10 maggio 2013

Intervista ad Adele Vieri Castellano


Qualche giorno fa, Dreaming Land ha intervistato la talentuosa autrice italiana Adele Vieri Castellano, molto apprezzata per la sua serie di romanzi storici "Roma Caput Mundi".

Ciao Adele e benvenuta in Dreaming Land! È  un vero piacere averti come ospite nel nostro blog. Innanzitutto complimenti per i tuoi romanzi e grazie per essere stata tanto disponibile quando ti ho proposto questa piccola intervista, lo apprezziamo molto. E adesso cominciamo, pronta?

1) La tua serie “Roma Caput Mundi” è ambientata nella Roma imperiale in un modo molto dettagliato e assolutamente splendido, quando si legge uno dei tuoi romanzi sembra di essere davvero nell’antica Roma. Come ti sei preparata alla stesura dei tuoi romanzi? La tua passione per quel periodo storico è stata sufficiente o hai dovuto effettuare molte altre ricerche?
Diciamo che mi sono preparata lungo gli anni. La passione per la storia è nata prestissimo e cresciuta con me. I periodi più “gettonati”? L’antico Egitto e la Roma antica. La scrittura è andata di pari passo e la passione per le storie d’amore era il terzo ingrediente. Da tempo volevo leggere una storia d’amore ambientato nel mio periodo preferito, la Roma imperiale, ma i pochi libri provenivano da oltre oceano e lasciavano molto a desiderare per la ricostruzione storica. Così ho pensato di scrivermela da sola. Durante la stesura ho rivisto, approfondito e ampliato le mie conoscenze. Mille domande sorgono a uno scrittore se vuole rispettare l’ambientazione storica: ma i romani conoscevano le pesche? E dov’era l’isola di Taprobane (l’attuale Sri Lanka)? Ma Caligola era davvero pazzo? E’ stato un gran lavoro ma ne sono soddisfatta.


2) Durante la lettura di “Roma 40 D.C.” ho immaginato Russell Crowe/Massimo
Decimo Meridio –che splendida visione!- nei panni di Marco Quinto Rufo, e credo che ogni lettore immagini i personaggi descritti mentre si trova immerso in un libro. La lettura è bella anche per questo, mette in moto la nostra fantasia. Ma anche per gli scrittori è così? Quando hai ideato i tuoi  protagonisti, li hai associati a qualcuno di realmente esistente o magari al personaggio di un film?
Credo che tutti gli scrittori abbiano ben chiari in testa i loro personaggi, altrimenti non potrebbero muoverli nel loro piccolo “teatro”, ovvero sulla pagina scritta. I miei protagonisti non sono personaggi di film ma uomini realmente esistiti: Scipione l’Africano, Ottaviano Augusto, Giulio Cesare stesso. In Marco Quinto Rufo c’è un pizzico di tutti loro; uomini che, a distanza di 2000 anni, ancora vengono ricordati con rispetto.

3) Il prologo del primo romanzo della tua serie presenta una scena che mi ha colpito molto. Livia è solo una bambina ed è legata fuori casa. Non vado avanti per non anticipare troppo a chi non ha ancora letto. Non hai temuto che questa scena potesse apparire troppo azzardata o che i lettori potessero storcere il naso vista la giovane età della protagonista?
No, dobbiamo comprendere che per entrare davvero in un libro storico si deve “vivere” nell’epoca in cui si svolge e rispettarla. Nell’antica Roma i bambini, quando la famiglia non voleva o non poteva tenerli per i più svariati motivi, venivano esposti, ovvero abbandonati o lasciati in luoghi particolari affinché altri se ne occupassero o ne avessero cura. Claudio con quel gesto teatrale (sembra lo abbia fatto davvero) voleva far sapere a tutta Roma che quella creatura non apparteneva a lui. La rifiutò nel modo più teatrale e chiaro possibile. Così come non si deve biasimare Livia per essere così ostinata con Rufo: allora non esisteva il femminismo ed è inutile cercare in lei reazioni o caratteristiche di una donna dei nostri tempi. Lei, rispetto all’epoca, è già forse fin troppo emancipata. Avrei snaturato il contesto storico, rischiando di rendere il romanzo ridicolo, come tanti altri.

4) Da dove trai ispirazione per scrivere i tuoi romanzi? E mentre sei immersa nella scrittura, ascolti della musica o preferisci l’assoluto silenzio?
Le idee vengono nei momenti più impensati, dalle situazioni di tutti i giorni, dalla vita vissuta o dalle chiacchiere con le amiche. Insomma, non ci sono limiti. E dalle tantissime letture che faccio perché per scrivere bene, bisogna leggere molto, la lettura è la palestra della scrittura. A volte mentre scrivo ascolto musica, classica o soul o le compilation del Budda Bar, oppure nel più assoluto silenzio.

5) Se avessi la possibilità di tornare indietro, cambieresti qualcosa di quanto scritto nei tuoi libri?
No, mi piacciono entrambi così come sono, frutto di lunghi mesi di fatica, scrittura e ricerche.

6) Hai una figlia diciannovenne, quindi abbastanza adulta per immergersi in romanzi che trattano di tematiche mature. Ha letto i tuoi romanzi? Se sì, quali sono state le vostre reazioni, visto il rating che essi presentano? E quale pensi sarebbe stata la tua reazione se fosse stata tua figlia a scrivere dei romanzi con un target per adulti?
Mia figlia ha letto i miei romanzi, non solo: mi sono ritrovata spesso a parlare con lei della trama e dei personaggi. Ogni giorno ci troviamo confrontati con aspetti del sesso, dell’amore e della sessualità e da sempre, con lei, ho affrontato questo temi con la massima naturalezza. Se lo avesse scritto mia figlia? Ne sarei stata felicissima, ma ha una mente più… matematica!

7) La letteratura rivolta prevalentemente a un pubblico femminile è purtroppo snobbata e sottovalutata, qual è il tuo parere a riguardo?
Sono scandalizzata da quanta “ignoranza” ci sia in questo settore dell’editoria in Italia. Purtroppo il romance è relegato in un nicchia e ritenuto “letteratura di serie B”. E’ vero che in alcuni casi questo corrisponde alla realtà, che non tutti i libri di questo genere sono scritti o tradotti in un buon italiano, o hanno trame avvincenti ma, in ogni caso, non dovremmo ghettizzare questo genere che, al contrario di quanto si possa pensare, è quello che vende di più in un mercato che fatica moltissimo.

8) Conclusa la trilogia “Roma Caput Mundi”, quali sono i tuoi progetti futuri?
Ti immergerai ancora nell’affascinante ambientazione storica?
 Ho già nel cassetto altri due romanzi storici, uno ambientato a Venezia nel 1796, alla caduta della Serenissima sotto il dominio dei francesi di Napoleone, e l’altro in Egitto nel 1871, all’epoca della costruzione del canale di Suez e delle prime scoperte archeologiche. Ho anche un contemporaneo, ambientato nella Roma dei nostri giorni. Per quanto riguarda la storia romana, il terzo libro della serie di Roma Caput Mundi è in preparazione.

9) Quali sono i tuoi interessi e le tue passioni oltre alla scrittura?
 Mi piace molto il mare, la lettura e adoro i gatti. Ma la scrittura da qualche tempo mi ruba tutto il tempo libero.

10) Per concludere, da autrice che –possiamo proprio dirlo- ce l’ha fatta, hai qualche consiglio per quegli aspiranti scrittori che si stanno cimentando o che vorrebbero cimentarsi nella la stesura del loro primo romanzo?  
Non fate leggere le vostre opere a amici o parenti: non vi direbbero la verità. Affidatevi a professionisti o comunque a qualcuno che sia “super partes”, nel suo giudizio. Ascoltate i consigli, non adagiatevi solo perché qualcuno vi dice “scrivi bene” quello non è il punto di arrivo, ma la partenza. Fate tesoro delle critiche, se sono costruttive, e non lasciatevi scoraggiare: la scrittura è evoluzione, non è mai statica né deve essere uguale a se stessa. Leggete molto, leggete sempre come esercizio e come studio, così come qualche anno fa mi è stato consigliato. Ma soprattutto, non smettere mai di sognare…

2 commenti:

  1. Adele V. Castellano14 maggio 2013 14:28

    Grazie per lo spazio che mi avete dedicato sul vostro blog, e grazie per la lettura dei miei libri! Vi abbraccio con tanto affetto!

    Adele V. Castellano

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    1. Grazie a te, Adele. Sei stata davvero gentile e disponibile con noi. Un grande abbraccio!

      Ale

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